Questo articolo è interamente dedicato a Mix e Master in Home-Studio (ho ricevuto moltissime richieste sui Social) e ci tenevo a fare chiarezza una volta per tutte.

Vedremo come passare dalla fase di Pre-Mix al Mastering completo in 8 semplici step.

Iniziamo!

PASSO 1 – FASE DI PRE MIX

Qual è l’errore principale che viene fatto quando si vuole iniziare a fare il Mix a un beat? NON PREPARARSI AL MIX!

La maggior parte dei Beatmakers non controlla MAI il volume del canale di uscita (o Stereo Out). E poi fa l’intero Mix con problemi di distorsione.

Come fare allora per prepararsi al Mix in modo corretto?

Una volta finita la composizione e l’arrangiamento del nostro Beat, dobbiamo seguire alcune regole precise.

Una delle parti più importanti è quella di fare un riascolto generale ed essere SICURI di non dover più fare modifiche specifiche ai suoni o agli strumenti del nostro Beat (e anche alla struttura: I tempi di ogni singolo schema: intro, strofa, rit…)

Quando siamo soddisfatti della scelta dei suoni e della struttura della nostra base, possiamo iniziare a sistemare il volume generale (attenzione: non devi bilanciare I volumi delle singole tracce, il bilanciamento si fa più avanti).

Perchè è importante gestire il volume del canale di uscita? Semplice: per arrivare in fase di Mix e lavorare nel modo corretto.

Se arrivo In fase di Mix col volume troppo alto, sicuramente avrò problemi perchè come aggiungo un effetto o un Eq su una traccia, vado a clippare.

L’obiettivo deve essere quello di avere un picco di -10dB circa.

ATTENZIONE: IL CANALE DI USCITA DEVE SEMPRE RIMANERE A 0DB DI VOLUME E PER MODIFICARE IL VOLUME GENERALE DEL BEAT, DOVRO’ ANDARE A DIMINUIRE I VOLUMI DELLE SINGOLE TRACCE.

Fatto questo, altra parte fondamentale in Pre-Mix è quella di trasformare le tracce da MIDI ad AUDIO, il cosiddetto Bouncing.

Questo si fa per questo motivo preciso: se alle mie tracce Midi aggiungerò molti effetti, Eq e compressori…la memoria del mio pc difficilmente reggerà e questo andrà a rallentare di molto il mio progetto.

Ribadisco questo concetto perchè è importante: quando hai deciso di passare da Midi ad Audio devi essere certo di tenere quei determinati suoni e quegli strumenti. Perchè non potrai più modificarli una volta effettuato il Bouncing.

Per vedere nella pratica sulla DAW come ottenere un picco massimo di -10dB sul canale di uscita…

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PASSO 2 – BILANCIARE I VOLUMI

Premessa: siamo in Home-Studio, dobbiamo ricordarlo sempre.

Qual è anche qui l’errore più comune che viene fatto? Fare il Mix esclusivamente con le casse monitors.

L’acustica non è delle migliori nella nostra stanza (anzi spesso è pessima). E come pensi di riuscire a fare un ottimo Mix solo con le casse?

Purtroppo o per fortuna, siamo obbligati a concentrarci su un altro dispositivo….le CUFFIE.

Qua si apre un mondo, ma voglio sintetizzare tutto per farti capire il concetto. Dovendo fare il Mix nelle cuffie, dobbiamo saper distinguere le tipologie di cuffie a nostra disposizione.

Ci sono CUFFIE CHIUSE, APERTE e SEMI-APERTE.

In passato usavo sempre cuffie chiuse…il problema? Isolano completamente l’orecchio e creano una falsa percezione del suono. E ci fanno sbagliare il Mix.

Le cuffie aperte e semi aperte invece sono perfette per fare Mix e Mastering in HomeStudio.

Perchè lasciano passare l’aria e NON isolano completamente l’orecchio.

Questo fa sì che ogni modifica che facciamo al Mix, possiamo percepirla nel migliore dei modi.

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Quindi: NON fare il mix esclusivamente con le casse (meglio farlo in cuffia e confrontare su altri dispositivi). E NON fare il mix in cuffie chiuse.

Bene. Ora possiamo parlare del bilanciamento dei volumi.

Qui vengono fatti spesso 2 ERRORI DEVASTANTI:

1) Non ci si focalizza sul bilanciamento (ma si aggiungono solo effetti ed eq, quando in realtà il problema è un problema di volume troppo basso o troppo alto).

2) Si bilanciano le tracce a un volume generale troppo alto (ricordati sempre che il bilanciamento dei volumi nel tuo Mix fa un bel 70% del Mix, quindi non sottovalutarlo mai).

Ricordati sempre di fare il bilanciamento (e tutto il Mix) a volumi medio-bassi.

Se tieni il volume in cuffia troppo alto, la percezione che hai anche In questo caso è sbagliata. Non è quella reale.

E poi quando riascolti tutto a volumi bassi, noti enormi differenze ed enormi errori.

Ascoltare a volumi bassi è come cambiare prospettiva: è come se guardassi tutto dall’alto.

Quando hai un problema (di lavoro, di relazioni o qualunque altra cosa…) e SEI ALL’INTERNO di quel problema…lo vedi GIGANTESCO.

Quando guardi tutto dall’alto, cambi prospettiva e il problema ti sembra molto piccolo rispetto a ciò che credevi. Eri TU che lo vedevi grande perchè eri DENTRO!

Ecco a te l’esempio della Torre Eiffel in due prospettive completamente diverse.

Incredibile come cambia la percezione, vero?

Stessa cosa vale per il Mix.

Per cambiare prospettiva abbassa I volumi, puoi fare anche delle prove a volumi molto molto bassi.

Questo ti fa capire REALMENTE, OGGETTIVAMENTE cosa c’è da fare.

PASSO 3 – I BUS

I Bus (o tracce ausiliarie) sono FONDAMENTALI per ogni Mix di qualunque genere musicale.

Primo: perchè di fanno risparmiare un sacco di tempo.

Secondo: perchè vanno ad amalgamare I suoni e gli strumenti tra di loro.

Voglio svelarti I due tipi di BUS che puoi creare nei tuoi Mix da oggi in poi e che faranno la totale differenza.

Ecco a te la foto!

Sembra complesso ma non lo è: se vuoi approfondire anche questo argomento e vederlo applicare sulla Daw…

Accedi al webinar gratuito dove vediamo nella pratica tutti questi 8 step >>

PASSO 4 – EQUALIZZAZIONE

Devi sapere che ogni traccia nel tuo progetto viaggia inevitabilmente su frequenze diverse…

Ci sono quindi diversi range di frequenze da tenere in considerazione prima di parlare di equalizzazione.

Ecco a te un’altra foto di alto valore! (la potrai scaricare all’interno del webinar)…

Ogni suono e ogni strumento “viaggia” tra questi range di frequenze.

Alcuni suoni saranno concentrati sulle basse, come ad esempio Basso e Kick…

Altri sulle alte e medio-alte come I Piatti di batteria…

Per capire dove viaggia ogni suono è utile lo spettro delle frequenze che trovi all’interno degli EQ digitali.

Devi sapere che l’equalizzazione è divisa in due categorie molto semplici che già conoscerai: BOOST e CUT.

Fai Boost quando vuoi aumentare determinate frequenze (quindi quando vuoi dare un “colore” a uno strumento).

Fai Cut quando vuoi attenuare o tagliare in modo netto alcune frequenze (quindi quando hai frequenze fastidiose da correggere).

“Scusa Andrea, ma come posso capire DOVE equalizzare e di quanti dB equalizzare? E come capire se devo fare Boost o Cut?”

1) FAI PRATICA: più fai pratica con gli EQ meglio è (sembra una risposta banale ma non lo è!)

2) Se non sai proprio da dove iniziare oppure non riesci ad equalizzare nel modo corretto, ti presento…

La Mappa delle Frequenze.

Si tratta di un PDF di alto valore (ps: è in offerta) che ho creato recentemente. Ti elenca tutti I riferimenti di ogni suono e ogni strumento (ad esempio se vuoi dare brillantezza a un pianoforte…fai un boost tra I 7.000 e gli 11.000 Hz e così via).

L’errore più grosso che fanno praticamente tutti in fase di equalizzazione qual è?

Sei pronto a scoprirlo? Può fare male!

Errore: FARE SEMPRE BOOST.

L’equalizzazione (e il Mix in generale) SERVONO PER SCOLPIRE UN PROGETTO, PER PULIRLO.

Proprio come in questa foto:


Il Boost va fatto, ma NON così spesso. Solo quando vuoi dare un “colore”, una caratteristica a uno strumento.

Solitamente serve molto fare Cut, quindi TOGLIERE…PER PULIRE IL TUTTO.

Non farti più ingannare dal Boost! Sembra che il suono sia migliore ma è solo aumentato di volume!

Quindi in questo passo possiamo dire che il concetto fondamentale da ricordare è questo: NON CONCENTRARTI SUI VOLUMI IN FASE DI EQ, MA SULLE FREQUENZE!

PASSO 5 – COMPRESSIONE

Anche qua si apre un mondo come al solito…ma cerco di sintetizzare!

A cosa serve comprimere? Ad attenuare I picchi di una traccia specifica.
Il compressore però agisce solo sulla dinamica del suono, non lo va a modificare come faceva L’EQ!

Perchè comprimere? Per controllare la traccia e per amalgamare l’intera traccia o più tracce tra di loro.

Ecco a te i parametri del compressore: ATTACK, RELEASE, THRESHOLD, RATIO (sono I più importanti da sapere e che trovi in qualunque compressore su qualunque DAW).

Se vuoi capire come funzionano tutti questi parametri e come utilizzarli al meglio, vai al webinar gratuito su Mix e Master >>

Anche qui grosso errore che fanno in tanti: non recuperare I dB persi in fase di compressione.

Quando applichi la compressione, andrai sicuramente a perdere dei dB del segnale. Quindi il volume della traccia, una volta compressa, sarà più basso senza dubbio (I picchi sono stati attenuati).

Bisogna SEMPRE ricordarsi di usare il GAIN o il MAKE UP per recuperare I 2, 3 o 4 dB persi (a volte anche di più).

Altrimenti questo va a creare problemi al bilanciamento del nostro Mix!

PASSO 6 – RIVERBERO E DELAY

Il riverbero aggiunge tridimensionalità al suono. Lo amplifica in altezza, larghezza e così via.

Il Delay invece crea un ritardo del suono.

Mi sento buono oggi e voglio svelarti anche in questo caso l’errore che fanno quasi tutti: Aggiungere un effetto diverso per ogni traccia.

Il riverbero e il Delay devono essere creati con dei Bus!

Perchè? Per usare sempre gli stessi parametri per tracce diverse, andando solo a modificare il volume.

Creare un riverbero per ognuno di questi strumenti: pianoforte, chitarra, violino, piatti, snare, clap ecc… Ci fa perdere un sacco di tempo e I parametri di quei riverberi saranno diversi, quindi il riverbero stesso sembrerà diverso da uno strumento all’altro!

Da oggi in poi: CREA UN BUS REVERB e UN BUS DELAY con I parametri che desideri.

Poi manda lo strumenti che vuoi effettare ai BUS che hai appena creato.

E invece di modificarne I parametri, bilancerai solo il volume! In modo da “bagnare” poco o tanto quello strumento specifico!

PASSO 7 – PRE MASTERING

Questa fase è delicata.

Qua non devi portarti dietro I difetti del Mix pensando “ma si, tanto poi li correggo nel Mastering”.

NO! Perchè nel Mastering verranno ancora più fuori!

Quindi correggi tutti I difetti (se ci sono) di Eq, compressione ed effetti…e stai anche attento al bilanciamento perchè con tutte le modifiche che hai fatto sulle tracce, probabilmente I volumi non sono più gli stessi.

Quindi ricontrolla anche il Bilanciamento volumi (ricordatelo!!)

Poi preparati in modo corretto per il Mastering. Come puoi fare questo?

Molto semplice: sul canale di uscita devi tenere un picco massimo di -5 o -6 dB.

Perchè devi lasciare questo spazio? Sempre per lo stesso motivo del Pre-Mix. Anche qui devi lasciare il giusto spazio di volume per lavorare bene nel mastering. Questo spazio è chiamato “Headroom”.

E’ quello spazio che va dal picco massimo sul canale in
uscita agli 0dB.

Ovviamente in fase di Mastering andrai ad aggiungere altri plugin quindi deve esserci assolutamente HEADROOM, mi raccomando!

E infine, ti consiglio di esportare il canale di uscita in formato Wav per un’ottima qualità…e importare in un nuovo progetto la tua traccia AUDIO MIXATA, pronta per il Mastering!

PASSO 8 – MASTERING

Qual è l’obiettivo del Mastering?

Mmm…qua davvero c’è una falsa credenza…perchè molti pensano sia quello di correggere I difetti del Mix.

Abbiamo già visto che se correggiamo I difetti del Mix in fase di Mix è molto molto meglio (saremo avvantaggiati).

L’obiettivo del Mastering è uno solo: ALZARE I VOLUMI DEL BEAT PER RENDERLO COMMERCIABILE, ALLO STESSO VOLUME DEI BRANI PRESENTI SUL MERCATO.

Le sotto-fasi del Mastering sono:

1) Equalizzazione

2) Compressione

3) Immagine Stereo: puoi lavorarci gestendo Mid e Side. Mid è ciò che sta al centro del nostro Mix e Side è ciò che sta ai lati. L’ideale è gestire al meglio gli elementi che stanno ai lati (Side) per aprire stereofonicamente il Beat.

Nel mio video corso Beatmaker Lifestyle ho creato una lezione Bonus sul Mid e Side con una tecnica che utilizzo sempre e che mi da ottimi risultati sull’immagine Stereo del Beat.

4) Limiting: Il Limiter è un plugin fondamentale per il Mastering perchè
lavora come un compressore (ricordi? Attenua I picchi), ma a differenza del compressore questi picchi li va proprio a tagliare in modo netto.

Come usare correttamente il Limiter? Nel mio corso Beatmaker Lifestyle lo faremo nella pratica! Ma qui voglio svelarti qualcosa in anticipo.

Imposta la soglia del Limiter a -0,5 dB: in questo modo se aumenti il volume in ingresso, il volume in uscita non supererà quella soglia, perchè oltre quella soglia I picchi verranno tagliati!

E nel frattempo…avrai aumentato il volume generale del tuo Beat (addirittura si possono applicare due Limiter, perchè come sai, oggi c’è la guerra dei volumi…si alzano sempre di più! Ma per ora ti consiglio di usarne solo uno, soprattutto se non l’hai mai usato!)

Il mastering è questo! Non ci sono trucchi, non ci sono tecniche impossibili.

Sicuramente il Mastering in HomeStudio è qualcosa di completamente diverso dal Mastering che viene fatto in studi da migliaia di euro dove è tutto OTB (out the box).

Però sicuramente con queste tecniche che ti ho insegnato puoi fare grandi grandi passi in avanti, ne sono certo!

Ora che sei arrivato fino a qui, non ti resta che accedere al Webinar che ti spiega NELLA PRATICA come fare mix e master in HomeStudio seguendo questi 8 passi >>

PS: ti ricordo che il Webinar non richiede alcuna iscrizione e che alla fine del video potrai scaricare gratuitamente il Workbook di 100 pagine con questi 8 step!

Stay Creative!

–Andrea