Come? Ancora non lo sai?

Il difetto più grande della musica creata all’interno di un computer, è proprio il fatto di essere stata creata all’interno di un computer.

Non hai capito? Mi spiego meglio.

C’è una bella differenza tra “suonare una progressione col pianoforte” e “creare una progressione sul Piano Roll della nostra Daw” (purtroppo per noi Beatmakers).

La differenza la sentirebbe qualunque persona, anche un semplice ascoltatore che di musica non ne capisce niente.

Quali sono quindi le differenze tra uno strumento REALE e uno al 100% DIGITALE?

Te lo spiego subito, continua a leggere l’articolo!

Strumenti reali e virtuali: Le differenze

Devi sapere che la maggior parte dei programmi di produzione (DAW) contengono dei VST.

Non sono nient’altro che degli strumenti virtuali che simulano il suono dello strumento vero.

Ad esempio: Se voglio produrre una traccia di pianoforte, non sarò obbligato a comprare un pianoforte e registrarlo.

Al giorno d’oggi, come ben sai, posso sfruttare il potere del digitale e aprire semplicemente con 1 Click un Vst che simula il suono di quel pianoforte.

Bene. Il problema, come dicevamo prima però, è quello delle enormi differenze che questi “strumenti” hanno tra loro.

Il pianoforte nella realtà ha una determinata timbrica e un’intensità ben precisa; il pianista nella realtà suona in un determinato modo.

Il Vst sulla Daw non conosce quella timbrica, non conosce quell’intensità e non sa come suona il pianista. Siamo noi che dobbiamo stabilire questi parametri!

Ad esempio…hai mai visto un pianista suonare 20 note nello stesso momento? Io no. Le dita sono 10.

Hai mai visto un pianista premere i tasti con la stessa IDENTICA forza? No, è impossibile.

(PS: La stessa cosa vale per qualunque altro strumento. Batteria, basso, violino, flauto, chitarra ecc.)

La domanda a questo punto è: quali sono quei parametri che, se modificati correttamente, permettono al mio Beat di non risultato robotizzato?

E qui veniamo quindi alle due tecniche che ci permettono di rendere il Beat realistico e “umanizzato”, agendo sulle singole tracce.

1 – LE AUTOMAZIONI

La prima grande tecnica è quella delle automazioni.

Sì, questa tecnica è super-potente!

Per questo abbiamo creato una lezione specifica nel nostro corso avanzato Beatmaker Lifestyle.

Devi sapere che le automazioni permettono di creare processi completamente automatici di qualunque tipo all’interno del Beat. Solo dopo averle “scritte” ovviamente.

Vediamo nel dettaglio di cosa parliamo.

Le automazioni più utilizzate sono su:

  • Frequenze
  • Intensità
  • Release
  • Effetti
  • Volume
  • Tempo
  • ..e chi più ne ha, più ne metta!

Questo significa che possiamo modificare SOLO UNA VOLTA i parametri appena descritti e ottenere un processo del tutto automatico, che si ripeterà in Loop.

Esempio pratico: Nelle strumentali melodiche, sono solito utilizzare l’automazione di volume nell’Outro.

Se non conosci la struttura di una base, leggi questo articolo in cui ti parlo degli schemi del Beat e delle pause.

L’Outro, detto in parole povere, è la fase finale della strumentale e riguarda quindi le ultime battute. Quelle che chiudono il Beat.

L’automazione sull’Outro si crea abilitando la funzione “Scrivi automazione” presente su qualunque Daw e poi si agisce sul Fader, in modo da abbassarlo molto lentamente fino alla fine della base.

Una volta scritta questa automazione, dobbiamo abilitare la funzione “Leggi automazione” e lasciarla sempre attiva. In questo modo quell’automazione che abbiamo scritto in precedenza verrà letta dalla Daw e il volume, in modo del tutto automatico, si abbasserà fino alla fine della base.

Questo è solo un esempio.

Immagina di applicare l’automazione sulle frequenze (molto utilizzata in tutti i generi musicali).

In pratica fai lo stesso procedimento ma vai ad agire sull’equalizzatore o sui filtri del Vst.

Scrivi l’automazione spostando la campana di equalizzazione o muovendo la manopola del Cut-Off sui Vst per ottenere una “copertura” o un taglio netto di determinate frequenze.

Puoi usare questa tecnica nell’Intro dei tuoi Beats: Le prime battute avranno le frequenze alte tagliate e con l’inizio della strofa…BOOM!

Tutte le frequenze medie e alte vengono fuori e il Beat sembra davvero esploso!

2 – LA VELOCITY

Questa benedetta Velocity, in alcuni casi, ci salva la vita!

Perchè?

Perchè devi sapere che è uno dei parametri più importanti da modificare per rendere il Beat umanizzato e quindi realistico.

Il mio consiglio è quello di andare a modificare, da oggi in poi, la Velocity su TUTTE le tue frasi melodiche e su TUTTI i tuoi Pattern di batteria.

Un giorno mi ringrazierai!!

Ma torniamo a noi…cos’è la Velocity?

Si tratta semplicemente dell’intensità (della forza) con cui vengono suonate le note.

Ti ricordi l’esempio di prima del pianista all’inizio dell’articolo?

Nessun pianista al mondo riuscirebbe a suonare per 5 minuti con la stessa identica intensità tutte le note (così come nessun’altro musicista).

Ecco, questo è il motivo per cui dobbiamo modificare la Velocity nelle nostre melodie sul Piano Roll (fallo anche se hai suonato con la tastiera Midi, sistema sempre questo parametro).

Oltre a questa impossibilità di suonare le note con la stessa forza, dobbiamo anche ricordarci che la musica è ENERGIA.

La Velocity ci permette di creare e modificare a nostro piacimento questa energia nel Beat.

Ci saranno punti in cui l’energia sarà alta (Velocity alta) e momenti in cui sarà bassa (Velocity bassa).

L’ideale quindi è agire sulla Velocity con UN’INTENZIONE PRECISA.

Cosa vuol dire?

Significa che dobbiamo dare un senso a questo parametro: un esempio è quello dei piatti di batteria.

Hai presente i piatti chiusi che senti spesso nelle basi Rap o Trap?

Ecco, se tutti quei suoni così ripetitivi e veloci, avessere la stessa Velocity…non sembrerebbe tutto robotico?

Da oggi in poi, quando crei i piatti sul Piano Roll (o qualunque altro suono di batteria) ricordati di giocare con la Velocity.

Per giocare intendo SPERIMENTARE. Una tecnica che ti può tornare sempre utile è quella dell’alternanza sui multipli di 2.

Questo significa che se hai 4 piatti chiusi consecutivi, il primo e il terzo avranno una Velocity alta, mentre il secondo e il quarto una Velocity più bassa.

Questo crea REALTA’ all’interno della batteria.

E la stessa regola vale per qualunque altro strumento musicale!

Conclusioni e Video

Ok…ora ti starai chiedendo nella pratica come funzionano tutte queste tecniche.

E va bene…ti mostro un Video che ho pubblicato poche settimane fa, in cui ti spiego come come rendere il Beat DINAMICO sfruttando Velocity e Automazioni.

Piaciuto?

Bene, se sei arrivato fin qui puoi scegliere tra ben 3 strade.

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Per oggi è tutto.

Stay Creative!

–Andrea